venerdì, 04 gennaio 2008
Oggi è il quattro di gennaio.
Natale, Capodanno, pranzi e regali se ne sono andati senza lasciare grossi momenti da ricordare se non quello in cui ho scartato quattro flaconi di crema anticellulite. Sono dieci giorni che mi fossilizzo in una casa vuota litigando con tutti quelli che incontro, ho quasi imparato a cuocere le polpette, ho preso finalmente la prima busta paga in cui il primo numero è 2 - e stranamente è seguito da più di due zeri, decimali esclusi - e mi sono regalata un modem usb da 200 euro proprio ora che qua a casa hanno deciso di mettere fastweb.
Queste sono le novità.
Le mie coinquiline sono partite il 20 di Dicembre. Hanno chiuso a chiave tutte le loro stanze. Non so se pensavano che avrei rubato loro le mutande, chissà. Tranne una, son tutte così secche che giusto in testa potrei mettermele, le loro mutande.
Così giro tra camera cucina e bagno da un pezzo, come un leone in gabbia, ringraziando d'avere un immenso corridoio nel quale, dopo aver dato per sbaglio lo straccio incerato invece del semplice sapone per pavimenti, slitto piacevolmente avanti e indietro. E' il divertimento principale delle mie giornate, lo confesso. Senza contare che risparmio numerosi secondi nel tragitto bagno-camera camera-cucina cucina-bagno.
Ho fatto sei miliardi di lavatrici, pulito tutta casa, dato l'anticalcare e l'idraulico liquido, sfrattato ragni e ragnatele, rovesciato candeggina ovunque, sistemato, eliminato, riposto tutto quello che c'era da sistemare, eliminare o riporre. Sono in preda alla malattia della casalinga e me ne sono accorta troppo tardi.
E ormai rifuggo talmente l'idea sporcare più di due piatti che sono tre giorni che pranzo ceno e colaziono a latte e biscotti, inzuppando i biscotti e buttando via il latte. Perchè io sono allergica al latte, oltre al fatto che mi fa anche vomitare, mangiato a sè stante.
Ieri è tornata una delle ragazze che vivono con me, giusto una sera visto che stamani doveva dare un esame. S'è cucinata la carne, poi ha lasciato il gas unto di olio e d'aceto. Per un attimo sono stata sopraffatta da un lampo di furia omicida. Poi sono riuscita a trattenermi.
Dite che se ne accorgerà, se aggiungo candeggina al suo sapone?
(ovviamente, ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da considerarsi puramente casuale. Don't try this at home, la candeggina nel sapone scatena pericolose reazioni di rabbia, con tanto di schiuma alla bocca)
condiviso con voi da ArancioMacchia alle 15:16 del sopracitato giorno. ricchi premi e cotillons per chi legge fino in fondo..
venerdì, 07 dicembre 2007
E' Natale e a Natale si può dare di più, dice la canzone.
Tipo due aggiornamenti in così breve tempo, che nessuno se l'aspetta, vi spiazzo, zan zan. Eravate tranquilli fino al prossimo mese, nevvero? E invece no, ecco il mio regalo di Natale per voi, un aggiornamento così, all'improvviso.
Non è neanche un bel regalo, perchè come vi ho anticipato più su, non ci stanno solo le Arance e non sempre le Arance sono felici. Quelle della mia fruttiera, ad esempio, che stanno lì da quasi tre settimane, hanno tutto tranne che l'aria felice.
Comunque è già un quarto d'ora che stravolgo le quattro righe d'incipit di questo post, volevo raccontarvi qualcosa e invece ogni tre parole mi cambia l'ispirazione. E' che ne ho troppe. Nessuna felice, ma comunque troppe. Oppure che conosco troppi modi per dire la stessa cosa con parole diverse.
Quest'anno, per Natale, impacchetto nel pratico fashionissimo beauty argentato della Bottega Verde Bile&InutiliIspirazioni, oppure Bile&ParoleAlVento. Un regalo pratico e utile che di certo tutti apprezzeranno. Poi, come potete vedere, va sempre a finire che pur animata dalle intenzioni migliori ti tiro fuori un post semifuturista dal midollo vacuo e dalla pesantezza opprimente, che non vuol dir molto, ma in fondo è un assaggio delle mie raffinate ParoleAlVento, roba d'autore sa', mica ciufoli!
Ma siccome è Natale e a Natale si può dare di più, oggi ho visto una gru incartata di lucine natalizie e sono scoppiata a ridere in macchina mentre tornavo a casa, travolta da un'ondata - anche abbastanza duratura - di Natalizia felicità. Poi non so come m'ero persa nei fari di quello davanti (tanto la strada di notte non la vedo, mi faccio guidare dagli altri) e ad un certo punto, ohibò, pioveva.
E mentre cantavo che "I don't believe that anybody feels the way I do, about you now" sulla chitarra di un Noel che di natalizio ha solo il nome, assieme ad un disco che viene da ere passate che nemmeno mi sembrano più le mie, mi sono ricordata di quante volte ho pianto, e ho riso, ho litigato e ho fatto l'amore insieme a quelle canzoni, e allora, sai com'è, pioveva fuori, all'improvviso ha cominciato a piovere anche dentro la macchina, tristezza salata però.
E' che a volte è un venerdì sera da sola in macchina, è buio, piove e c'è la nebbia, la strada è deserta, e quello che era davanti a te all'improvviso ti ha tradito mettendo la freccia e svoltando verso cancelli elettrici e casette illuminate, tavole apparecchiate e cani che abbaiano. E quella voce strascicata che viene dalla radio anche se canta cose felici pare che ti prenda un po' per il culo, o forse voglia solo farti star male, di più e di più e ancora di più.
E' che a volte, pure se è Natale e a Natale si può dare di più, le Arance non sono felici. Ed è pure che a volte, per quanto ci si voglia ingannare, nemmeno la scusa del ciclo regge.
condiviso con voi da ArancioMacchia alle 21:23 del sopracitato giorno. ricchi premi e cotillons per chi legge fino in fondo..
giovedì, 22 novembre 2007
Ho sempre avuto grandi sogni, io.
Quando avevo cinque-sei anni, ad esempio, sognavo di avere un giorno tutte le Barbie della bambina coi capelli più lunghi della scuola. E anche tutti i suoi capelli.
Quando avevo otto-nove anni, invece, sognavo di essere più carina della bambina più carina della scuola. Che era sempre lei.
Quando avevo undici-dodici anni, invece, conscia che non avrei potuto arrivare a questi risultati, ho cominciato a sognare di essere una tartaruga ninja, e - ragionandoci adesso dico purtroppo - non è una cosa detta solo per divertirvi. Ero convintissima che se mi fossi trasformata in tartaruga ninja nel corridoio della mia scuola tutti mi avrebbero ammirata. Più della ragazzina più bella della scuola. Che era ancora lei.
(ora, va beh che io sono sempre stata una marmocchietta piuttosto insicura, ma poi ci si chiede come nascono le stragi nelle scuole.. per forza!)
Per qualche momento, forse, fra i tredici e i quindici anni, ho sognato anche di poter avere tutti i corteggiatori che aveva lei. Ma andavo in giro con i jeans con i ricami e le camicie a quadrettoni da boscaiolo, non era facile.
Verso i sedici anni, quando lei aveva il sedere piccolo, le tette grosse, nessuna bolla, una meravigliosa voce da soprano e le rose sempre sul banco, ho iniziato a sognare di andarmene in giro su una moto nera, con la tuta di pelle da donna aggressiva e i ricci biondi (?) al vento. Bella forza, con tutte ste cose sarei stata interessante anch'io. Ma vi ripeto con rassegnazione che sto dritta a malapena su due piedi, figuriamoci su due ruote.
Più oltre ho sognato di diventare una giornalista-scrittrice-attrice-ballerina-genio-scenziata-astronauta famosa, a scelta e ab libitum. Quando ti conoscono tutti, non c'è niente da fare, ti conoscono tutti, non c'è bello che tenga. Purtroppo, mentre lei diventava famosella in giro per concerti lirici e rock, il mio ab libitum s'è arenato un po' troppo presto. Checcivuoffà, so' più pigra del previsto.
Ora, però, sono maturata. Lei è rimasta una delle ragazze più carine e corteggiate di Orvieto. Io non ho avuto tutte le Barbie che aveva lei nè tantomeno i suoi capelli, non sono mai diventata più carina di lei, non ho mai avuto tutti i fidanzati che ha avuto lei. Non sono neanche diventata una tartaruga ninja, non sono diventata famosa e non ho imparato ad andare in bicicletta, figuriamoci su una moto. La vita ci fa crescere, e a volte ci fa anche capire che i sogni invidiosi non servono a niente se non a far ribollire la bile.

Infatti, giuro, ora come ora non sto affatto sognando che il mio capo si perda nel deserto durante il viaggio in Mauritania che farà nelle vacanze di Natale, quando lascerà me a lavorare, insieme alle mie gioiose 8 ore lorde di ferie.
condiviso con voi da ArancioMacchia alle 11:05 del sopracitato giorno. ricchi premi e cotillons per chi legge fino in fondo..
domenica, 14 ottobre 2007
..meglio se sexy, dotato d'intelletto vivace e d'altri pregi più o meno nascosti. Astenersi troppo pelosi
(che poi se mi casca il pelo nel sugo mentre cucina tutto nudo, sicuro che vomito), uomini da surgelato
(ci sono già io a fare la donna da surgelato), e perditempo in generale.
E' un caso disperato, gente. Mi serve assolutamente, urgente, urgentissimo.
E non è colpa mia. E' che io e la cucina
(intesa proprio come stanza) siamo due cose talmente lontane che non riusciamo a metterci d'accordo su niente.
Se Lunedì scorso volevo una pizza poco cotta, dal forno invece ne è uscita una abbrustolita. Che forno stupido. Gli dici "scaldati", e automaticamente ti mette su il quarto girone degli inferi, lì dentro.
Se martedì scorso volevo uno di quei risotti in busta
(non pretendevo di farmelo da me, eh.. m'accontentavo di quello in busta) ho dovuto rinunciare, perchè guardando bene le istruzioni mi sono resa conto che non bastava "metterci un po' d'acqua e girare" come mi ero immaginata - eh, ehm - ma dovevo fare cose strane e minacciose come "aggiungere il brodo"
(la parte su "fai il brodo", però, mica la spiegavano) e peggio ancora "mantecarlo". Che è, "mantecarlo"? Al massimo, io posso arrivare a Montecarlo. Col treno, tra l'altro, che con la macchina mi perdo sicuro.
Se mercoledì scorso avevo sospirato e avevo deciso d'accontentarmi del formaggio comprato la settimana prima, il frigo ha deciso che quel formaggio non gli piaceva, e l'ha muffato tutto. Era diventato tutto pelosetto. Che schifo.
Se giovedì scorso, ormai quasi disperata, avevo comprato qualcosa in rosticceria, mentre lo scaldavo nella padella ho pensato d'andare un attimo in bagno. Così quando sono tornata m'è toccato mangiare spezzatino e residui di antiaderenza
(poco rispondente alla sua qualifica).
Se venerdì scorso avevo deciso di mangiarmi la salsiccia comprata "un po' di tempo fa" che inavvertitamente era finita dimenticata in fondo al frigorifero, laggiù laggiù, nell'angolo, perchè aveva assunto quel colore neretto molto poco salubre?
..pago in natura. E stando alla situazione, v'assicuro che non vi conviene ch'io intenda in cibo.
condiviso con voi da ArancioMacchia alle 21:50 del sopracitato giorno. ricchi premi e cotillons per chi legge fino in fondo..